Come redigere un piano di comunicazione per il vostro evento?

Un evento di qualità può fallire per mancanza di visibilità — o avere scarso successo a causa della mancanza di coerenza nella comunicazione. Messaggi sparsi, canali attivati senza una logica, messaggi vaghi che non si rivolgono a nessuno in particolare: è questo lo scenario più frequente tra gli organizzatori che improvvisano il proprio piano di comunicazione per l’evento. Questa guida propone un metodo strutturato in due parti: prima le basi strategiche, poi l'implementazione cronologica prima, durante e dopo l'evento. Ad ogni fase, strumenti concreti e direttamente riutilizzabili.

Definire i propri obiettivi di comunicazione

Questo è il punto di partenza imprescindibile. Senza obiettivi chiari, tutto il resto del piano rimane vago: non sapete cosa misurare né come allocare le vostre risorse. Il quadro SMART (Specifico, Misurabile, Raggiungibile, Realistico, Tempestivo) si applica perfettamente alla comunicazione degli eventi. Ecco la differenza tra un obiettivo vago e un obiettivo attuabile: «aumentare le iscrizioni» non serve a nulla; «raggiungere 300 iscritti entro 6 settimane dall’apertura della biglietteria» è un obiettivo utilizzabile.

In ogni campagna di comunicazione legata a un evento coesistono tre tipi di obiettivi. Gli obiettivi di notorietà (ad esempio: 10.000 visualizzazioni sui social media il giorno dell’evento, ottenere 5 articoli sulla stampa). Gli obiettivi di coinvolgimento (500 interazioni sulla pagina dell’evento, un tasso di apertura del 40% sulle e-mail di invito). Obiettivi di conversione (raggiungere un tasso di riempimento dell'80%, generare 200 lead qualificati in una fiera). L'essenziale è allineare questi obiettivi di comunicazione con gli obiettivi di business dell'evento: fatturato, partnership, notorietà del marchio. Le due dimensioni devono convergere, altrimenti la comunicazione rimane scollegata dal risultato atteso.

Contestualizzazione e analisi di mercato

Prima di definire il vostro messaggio o attivare i vostri canali, è necessaria una fase preliminare di analisi. Questa fase copre tre aspetti. Innanzitutto il contesto competitivo: ci sono altri eventi nello stesso periodo, nello stesso settore o rivolti allo stesso target? Cosa propongono? Poi il contesto settoriale: attualità, tendenze, stagionalità — una fiera sulla RSI lanciata in concomitanza con un grande vertice sul clima beneficia di uno slancio favorevole; un evento B2B lanciato in agosto subirà la saturazione delle caselle di posta vuote. Infine le vostre risorse: budget di comunicazione, dimensioni e competenze del team, strumenti disponibili.

Da questa analisi emergono due concetti operativi. 

• La finestra di comunicazione: quando lanciare la promozione per essere visibili senza passare inosservati? A seconda della natura dell’evento, questa finestra si apre da 3 a 6 mesi prima per una conferenza di ampio respiro, oppure da 4 a 6 settimane prima per un evento locale più puntuale. 
• La differenziazione: cosa distingue il vostro evento da tutto ciò che esiste già in questo segmento? La risposta a questa domanda alimenta direttamente il vostro messaggio chiave.

Segmentazione del target e conoscenza del pubblico

Voler parlare a tutti significa non parlare a nessuno. Un evento professionale riunisce generalmente diversi segmenti distinti: i potenziali partecipanti (con diversi profili possibili a seconda del formato), i partner e gli sponsor, la stampa e gli influencer del settore, nonché gli «alumni», ovvero i partecipanti delle edizioni precedenti. Ogni segmento ha le proprie motivazioni, i propri ostacoli all'iscrizione e i propri canali preferiti.

Lo strumento del «persona» per gli eventi risulta qui molto utile: una scheda sintetica per ogni segmento che descrive il profilo tipo, le sue aspettative nei confronti dell’evento, le sue obiezioni e i messaggi in grado di superarle. In concreto, il messaggio rivolto a un direttore marketing non sarà lo stesso di quello rivolto a un responsabile di progetto operativo: il primo cercherà approfondimenti strategici e una rete di contatti di alto livello; il secondo, soluzioni concrete e casi pratici. Adattare il messaggio a ciascun segmento significa evitare un approccio indifferenziato e ottimizzare ogni euro del budget destinato alla comunicazione.

Scegliere il giusto strumento di gestione degli eventi è fondamentale per poter segmentare il pubblico nel modo più preciso possibile e disporre di una soluzione intuitiva che consenta di inviare il messaggio giusto, al momento giusto, alla persona giusta.

La maggior parte delle soluzioni disponibili sul mercato richiede di segmentare manualmente il proprio database degli ospiti utilizzando tag come “VIP”, “accompagnatore”, “stampa” ecc…; tuttavia, a volte è necessario creare regole del tipo “se un ospite presenta determinate caratteristiche, allora appartiene a un determinato segmento”. La segmentazione può quindi avvenire automaticamente su tutto il database. Si tratta di un notevole risparmio di tempo e di una sicurezza offerta nativamente da AppCraft.

Individuare i messaggi chiave e la linea guida della comunicazione

Un messaggio chiave nel contesto degli eventi è la promessa centrale dell’evento: ciò che i partecipanti vivranno, impareranno o porteranno con sé, formulato in modo semplice, memorabile e distintivo. La differenza tra un messaggio debole e uno forte è determinante. «Venite alla nostra conferenza sulla trasformazione digitale» è un messaggio debole: descrive l’evento senza suscitare alcun desiderio. «Due giorni per ripensare completamente la vostra strategia digitale con i 50 leader che stanno trasformando il loro settore» è un messaggio forte: formula una promessa di valore precisa e crea desiderio.

Partendo da questo messaggio principale, si sviluppano messaggi secondari su misura per ogni segmento: programma dettagliato e relatori per i partecipanti operativi, impatto e visibilità per i potenziali sponsor, angolazione tematica ed esclusività per la stampa. Tutti convergono verso lo stesso filo conduttore. È proprio questa coerenza del marchio, applicata a tutti gli elementi visivi, alle e-mail, ai post e alle relazioni con la stampa, a garantire un riconoscimento immediato dell’evento in ogni punto di contatto.

Scegliere i canali di diffusione giusti

L'obiettivo non è scegliere il canale più popolare, ma quello più adatto al vostro target, al vostro messaggio e al momento in cui si svolge la campagna. La logica è quella della complementarità multicanale: un solo canale non è mai sufficiente, ed è proprio la coerenza tra i canali a determinare l'impatto.

Alcuni principi fondamentali: LinkedIn è uno strumento imprescindibile per gli eventi B2B e offre funzionalità native (pagina dell’evento, promozione dei post) particolarmente efficaci nella fase preliminare. L'emailing rimane il canale con il tasso di conversione più elevato per le iscrizioni, a condizione che la lista sia qualificata e i messaggi segmentati. La landing page dedicata è l'hub centrale verso cui devono puntare tutti gli altri canali: deve essere ottimizzata per la conversione (modulo breve, prove sociali, CTA visibile).

Tabella comparativa dei canali di un piano di comunicazione per eventi: LinkedIn, email marketing, SEO, social media, PR e pubblicità digitale.

Scegliere i formati di contenuto giusti

La scelta del formato dipende sia dal canale, sia dalla fase di comunicazione, sia dall'obiettivo del momento. Un buon piano di comunicazione per un evento alterna tre tipi di contenuti: il contenuto informativo (programma, relatori, modalità di iscrizione), il contenuto emotivo (promessa di un'esperienza, testimonianze di partecipanti precedenti, dietro le quinte dei preparativi) e il contenuto incentivante (conto alla rovescia, offerta early bird, promemoria della chiusura delle iscrizioni).

Alcune combinazioni efficaci: un video teaser (da 30 a 60 secondi) per il lancio su LinkedIn e Instagram, l’intervista al relatore pubblicata come articolo sul blog per la SEO e in forma di estratto sui social, il carosello su Instagram o LinkedIn per illustrare il programma in più slide, la newsletter dedicata alla base di utenti esistente, l’infografica per comunicare i dati chiave della prossima edizione. Il formato deve essere al servizio del messaggio, mai il contrario: un video realizzato in fretta e furia fa più male che bene rispetto a un post di testo ben scritto.

In conclusione

Un piano di comunicazione digitale e multicanale per un evento non è una semplice successione di azioni isolate: è un percorso logico, dagli obiettivi all’analisi post-evento, in cui ogni fase determina quella successiva. La chiave del successo si riassume in tre parole: coerenza, progressività, misurazione. Coerenza del messaggio su tutti i canali. Progressività della comunicazione nel tempo. Misurazione sistematica per migliorare ogni edizione.

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