Come organizzare un evento eco-responsabile?

Secondo l’ADEME, un evento medio con 5.000 partecipanti genera 2,5 tonnellate di rifiuti e consuma 1.000 kWh di energia. Il settore degli eventi rappresenta una quota non trascurabile dell’impronta di carbonio delle aziende, spesso invisibile nei bilanci complessivi poiché frammentata tra decine di soggetti coinvolti. Organizzare un evento eco-responsabile non è più un'opzione: è un imperativo strategico, normativo e reputazionale. Questa guida offre una checklist operativa, approfondimenti sulle sfide del marchio e le avvertenze indispensabili per evitare il greenwashing degli eventi.

Che cos'è un evento eco-responsabile?

La responsabilità ambientale nel settore degli eventi non si limita a qualche gesto ecologico visibile. Copre l’intero ciclo di vita dell’evento: eco-progettazione a monte (scelta della location, del formato, dei fornitori), controllo dell’impronta ecologica durante lo svolgimento (energia, ristorazione, rifiuti, trasporti) e misurazione dell’impatto a posteriori. Integra inoltre le dimensioni sociali: accessibilità, radicamento locale, condizioni di lavoro dei fornitori.

Il primo passo concreto è la diagnosi ambientale preliminare: individuare i punti di impatto più significativi prima di definire le azioni prioritarie. Senza questa diagnosi, si investono energie e risorse finanziarie in leve secondarie, trascurando quelle più determinanti. Il trasporto dei partecipanti rappresenta generalmente dal 50 al 75% dell’impronta di carbonio totale di un evento, secondo i bilanci di carbonio pubblicati con la metodologia ADEME.

Lista di controllo per un evento eco-responsabile di successo

Ecco i cinque aspetti da considerare sistematicamente per organizzare un evento in modo professionale, indipendentemente dalle sue dimensioni.

🚉 Trasporti e mobilità: il principale fattore di impatto ambientale

1. Scegliere una sede raggiungibile con i mezzi pubblici o in treno: è la misura che ha il maggiore impatto.
2. Comunicare in anticipo ai partecipanti gli itinerari a basse emissioni di carbonio (treno, bicicletta, carpooling).
3. Proporre un sistema di carpooling o una partnership con un operatore di mobilità sostenibile.
4. Raccogliere informazioni sui mezzi di trasporto utilizzati dai partecipanti per misurarne l’impronta ecologica tramite il modulo di iscrizione.

🏛️ Luogo, energia e infrastrutture

5. Scegliere una struttura certificata (ISO 20121, HQE, BREEAM) o impegnata in un percorso di RSI documentato.
6. Evitare i generatori diesel; privilegiare l'energia verde e l'illuminazione a LED.
7. Limitare le strutture temporanee: privilegiare luoghi esistenti riutilizzabili piuttosto che costruzioni effimere ad alto impatto ambientale.

😋 Ristorazione e gestione dei rifiuti

8. Rendere i menù più vegetali : passare da un pasto a base di carne a un menù prevalentemente vegetale riduce l’impronta ecologica della ristorazione dal 50 al 70% (fonte: Base Carbone ADEME).
9. Privilegiare i circuiti corti e i servizi di catering certificati (ISO 20121, biologico).
10. Eliminare le stoviglie usa e getta e puntare all'obiettivo zero plastica monouso.
11. Attuare la raccolta differenziata, la raccolta dei rifiuti organici e misurare le quantità prodotte.

📳 Comunicazione e materiale promozionale

12. Ridurre al minimo le stampe: programma, segnaletica e inviti in formato digitale.
13. Eliminare gli omaggi superflui; se si decide di offrire un regalo, scegliere un oggetto utile, di provenienza locale e progettato in modo ecologico.
14. Informare i partecipanti sull'approccio eco-responsabile senza dare eccessiva risalto ad azioni marginali.

📊 Misurazione, bilancio di carbonio e compensazione

15. Effettuare un bilancio di carbonio tramite strumenti certificati: Climeet, CLEO Carbone, il calcolatore GoodPlanet (basato sulla metodologia Bilan Carbone® dell’ADEME) e facilitare il recupero automatico delle emissioni dei partecipanti con il modulo di calcolo delle emissioni di carbonio di AppCraft (gratuito per i nostri abbonamenti).
16. Se alcune emissioni rimangono inevitabili, valutare una compensazione tramite progetti certificati (Gold Standard, VCS) — come ultima risorsa, mai in sostituzione di una riduzione effettiva.
17. Pubblicare i risultati, compresi i punti da migliorare. Valutare una certificazione riconosciuta (ISO 20121, marchio Événement Éco-Engagé del REEVE, Ecofest).

Certificazioni per eventi eco-responsabili: ISO 20121, REEVE, Ecofest e CSRD per ridurre l'impronta di carbonio degli eventi professionali.

Perché l'organizzazione di eventi eco-responsabili sta diventando un requisito imprescindibile per i marchi?

L'impegno ambientale di un'organizzazione non si limita più ai suoi prodotti: gli eventi che organizza sono diventati occasioni per esprimere i propri valori, sotto lo sguardo attento di partecipanti, partner e media. Due fattori accelerano questa trasformazione.

Da un lato, le aspettative dei clienti e dei collaboratori. Secondo un sondaggio NielsenIQ (2023), il 72% degli europei si dichiara disposto a pagare di più per prodotti sostenibili ed eco-progettati — un atteggiamento che si riflette anche nella scelta degli eventi a cui partecipare. La generazione che oggi entra nel mondo del lavoro considera l'impegno ecologico un criterio fondamentale nella scelta del datore di lavoro, non un semplice valore aggiunto.

D'altro canto, un quadro normativo sempre più rigoroso. La legge sul clima e la resilienza (2021) ha inserito il greenwashing tra le pratiche commerciali ingannevoli previste dal Codice del consumo. La direttiva europea «Empowering Consumers», il cui recepimento è previsto per il 2026, rafforza tali obblighi. La CSRD impone alle grandi imprese una rendicontazione extra-finanziaria dettagliata che includa le emissioni indirette, comprese quelle legate agli eventi.

In che modo un impegno a lungo termine rafforza la notorietà e la credibilità del vostro marchio?

Trasformare un seminario o una conferenza in una vetrina della RSI

Un evento interno — seminario per i dirigenti, congresso annuale, giornata di inserimento — rappresenta uno dei contesti più efficaci per tradurre in pratica gli impegni ambientali di un'organizzazione. Non si tratta di semplici parole: è un'esperienza vissuta in prima persona dai collaboratori stessi.

Alcune iniziative concrete: organizzare un workshop di sensibilizzazione (Fresque de l’événementiel, strumento sviluppato dalla rete REEVE), visualizzare in tempo reale gli indicatori di impatto dell’evento sugli schermi della sede, stringere una partnership con un’associazione locale che si occupa di reinserimento o di agricoltura urbana, scegliere un «terzo luogo» o un sito dimostrativo della transizione ecologica come sede dell’evento. Queste scelte creano opportunità di comunicazione legittime e costituiscono un elemento di differenziazione sostenibile sia dal punto di vista delle risorse umane che commerciale.

Le strategie di comunicazione post-evento da attivare

Dopo l'evento, pubblicare il bilancio di carbonio — anche se incompleto o perfettibile — è un atto di grande trasparenza. Condividere i dati chiave (quantità di rifiuti evitati, percentuale di partecipanti giunti in treno, quota di piatti vegetariani nei menù) sia internamente che sui social, redigere una relazione sintetica sull'impatto e raccogliere le testimonianze dei partecipanti.

La chiave sta nella trasparenza sui risultati effettivi, compresi gli aspetti da migliorare. Un bilancio che riconosca i propri limiti («il trasporto aereo rappresenta ancora il 60% della nostra impronta ecologica e rimane il nostro principale campo d’azione») conferisce molta più credibilità rispetto a una comunicazione edulcorata. È l’approccio raccomandato dall’ADEME nella sua guida contro il greenwashing 2025.

Gli errori da evitare per non cadere nella trappola del greenwashing nel settore degli eventi

Riconoscere i segnali di allarme del greenwashing

Il greenwashing nel settore degli eventi assume forme diverse. Innanzitutto, una comunicazione sproporzionata: mettere in risalto l’eliminazione delle bottiglie di plastica in prima pagina del proprio resoconto senza menzionare che 300 partecipanti sono arrivati in aereo. Poi, l’uso eccessivo di termini vaghi: «evento verde», «a emissioni zero» senza specificare ipotesi o metodologie. La legge sul clima e la resilienza (2021) vieta già l’uso delle diciture «carbon neutral» o «rispettoso dell’ambiente» senza prove.

Un altro errore comune è affidarsi esclusivamente alla compensazione delle emissioni di carbonio. L'ADEME non ritiene sufficiente acquistare crediti di carbonio per «compensare» senza aver prima ridotto le emissioni. La linea guida è chiara: evitare, ridurre e solo in via residuale compensare.

Le buone pratiche per un discorso credibile in materia ambientale

Un discorso ecologico credibile si basa su quattro pilastri. Innanzitutto la misurazione: si può comunicare il proprio impatto solo se lo si è quantificato con un metodo riconosciuto. Poi la proporzionalità: comunicare le azioni in misura proporzionale alla loro effettiva riduzione dell’impatto. La gestione completa dell'impronta: coprire l'intero ambito, non solo le voci più lusinghiere. Il confronto con una linea di base: «rispetto all'edizione precedente, abbiamo ridotto le nostre emissioni del 15%» è molto più credibile di una cifra assoluta senza riferimento.

In conclusione

Organizzare un evento eco-responsabile è un processo graduale, non un risultato immediato. La prima edizione di maggior successo è quella in cui avete effettuato un'analisi della situazione, individuato i vostri due o tre punti chiave prioritari e misurato i risultati, sulla base dei quali potrete poi migliorare. Il miglioramento continuo, documentato e trasparente, è infinitamente più credibile di un evento che si dichiara «perfettamente ecologico» fin dalla prima volta.

Al di là degli eventi stessi, vi sono tematiche correlate che meritano l’attenzione degli organizzatori impegnati: l'accessibilità e l'inclusione come componenti a pieno titolo di un evento responsabile, la raccolta automatizzata dei dati di impatto tramite le piattaforme dedicate agli eventi (modulo di iscrizione che includa il mezzo di trasporto, questionario di soddisfazione post-evento) e la definizione di una politica di CSR per gli eventi a livello organizzativo.

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